30/06/14

Denis the farmer.



IT: Quando ho deciso di partire per l’Australia ero convinto che questa esperienza sarebbe durata solo un anno; poi però mi sono reso conto che un anno tra i canguri non era abbastanza, quindi ho deciso di andare a lavorare in una fattoria per 3 mesi (modo più semplice per poter rimanere altri 12 mesi in AUS).
Quando i miei amici hanno scoperto le mie intenzioni hanno tutti avuto la stessa reazione: “Tu in una fattoria? Sono sicuro che la prossima settimana tornerai a Sydney”; “Denis sei matto, non ce la farai mai, gli animali puzzano, non puoi stare li”; “Ci sono i serpenti e i ragni velenosi, morirai”; “Conoscendoti non durerai neanche un giorno”. L’opinione peggiore a riguardo, però, l’avevo io: pensare di andare a vivere “in whoop whoop” con solo pochi abitanti per paese (più che paesi li definirei villaggi) mi uccideva.
Tre mesi fa, quindi, sono arrivato in questa “metropoli” di 400 persone chiamata Eugowra: la prima cosa che ho notato è stata che c’erano più pecore che persone…e non sto scherzando. Campi, campi, pecore, campi, vitelli, ogni tanto una casa e poi ancora campi. Il mio primo pensiero? SHIT I’M GOING TO DIE.
Il mio primo giorno avevo bisogno di andare a fare la spesa e ho scoperto che il supermercato più vicino era a 40 km da casa. Ho subito capito che fare shopping tutti i weekend come ero abituato a Sydney sarebbe stato solo un bel ricordo;  la sera sono andato a letto, dando la buonanotte a 11 gatti, 3 cani, 300 mucche, migliaia di pecore, 2 capre, 2 lama e la mia nuova famiglia, gli Herbert.
La mattina successiva ho scoperto che da li in avanti la sveglia sarebbe stata alle 8 di mattina tutti i giorni. NOOO! #ANGOSCIA. Con il passare dei giorni mi sono messo l’animo in pace, aiutandomi anche con dosi quotidiane di caffeina per far passare la mia voglia di dormire. Nei primi giorni ho imparato a guidare la macchina o, meglio, a guidare la macchina con la guida a destra (ora mi ritengo abbastanza bravo, anche se Cindy, la madre, ha sempre paura quando guido e preferisce parlare al telefono per non pensare al fatto che io stia guidando;  ma David, il padre, mi dice “ya’re goin good”) , a guidare i trattori,  i furgoni, a lavorare i campi ecc..
Dopo il primo mese ho avuto “l’onore” di conoscere uno degli animali domestici degli Herbert: Stan il toro. Al contrario degli altri tori, Stan  è molto amichevole..TROPPO AMICHEVOLE. Il suo passatempo preferito è leccarmi la faccia, i vestiti e i capelli; vi assicuro che la sensazione di una spugna piena di saliva non  è troppo piacevole J
Il tempo continuava a passare velocemente e ogni giorno facevo qualcosa di sbagliato, come ad esempio lasciare il cancello del recinto aperto e far scappare 100 mucche o guidare il trattore e non fermarsi davanti ai cancelli chiusi. Per rendere l’idea posso dirvi che quando la sera finivo di lavorare, la famiglia mi chiedeva: “Cosa hai rotto oggi? Che hai combinato?”. Avevo paura mi licenziassero ahah
Stavo veramente apprezzando la farm, mi piaceva vivere con la famiglia, e soprattutto aver la possibilità di vedere i canguri tutti i giorni. Solitamente li vedevo morti in fianco la strada, ma questo non è un dettaglio rilevante. Ogni volta che vedevo un canguro o un wallaby urlavo di gioia e il figlio degli Herbert, Martin, mi chiedeva: “What’s wrong in you?” e cominciava a ridere lol.
Ogni sabato pomeriggio si andava a vedere le partite di Rugby di Martin. Durante una di queste (me lo ricorderò per tutta la vita), un giocatore ha deciso ti calciare la palla esattamente nella direzione della mia faccia; spaventato ho deciso di indietreggiare fino a quando le mie gambe hanno incontrato un pannello di uno degli sponsor lungo 3 metri. E’ difficile ricordare se sia stato io a cadere per primo o il pannello, certo è che quando mi sono rialzato tutto lo stadio stava ridendo. Giocatori, arbitro, guardalinee, spettatori…TUTTI. E’ stato un miracolo che il telecronista non abbia fatto un commento a riguardo perché tropo impegnato a ridere. Non c’è da sorprendersi; per Denis Arman queste figuracce sono più che normali normali.
Senza che me ne sia reso conto, i famosi 88 giorni di lavoro nella farm sono passati e anche io posso dire di avercela fatta. Non è stata affatto un’esperienza tragica come mi aspettavo, ma al contrario ho avuto la possibilità di imparare tante cose nuove, di maturare e di conoscere delle persone  che ora nella mia vita sono speciali.

Che resta da dire? Ora che mi sono guadagnato altri 12 mesi in Australia, voglio viverli al meglio, viaggiando e stando con i miei amici, senza pensare che arriverà il giorno in cui dovrò salutare tutti e partire per un volo di 32 ore per l’Italia.

ENG: When I decided to leave for Australia, I was convinced that this experience would only last a year, but then I realized that a year between the kangaroos was not enough for me, so I decided to go to work on a farm for 3 months (the easiest way to stay another 12 months in AUS).
When my friends found out my intentions, they all had the same reaction: "You're on a farm? I'm sure you'll come back in Sydney the next week", "Denis you are crazy, you’ll never make it, the animals stink, you can not be there"', "There are snakes and poisonous spiders, you will die", "Knowing you, you will not last even a day."
The thought of going to live "in whoop whoop" with only a few inhabitants per town (I would call them villages) was killing me.
Three months ago I arrived to this "metropolis" of 600 people called Eugowra. The first thing I noticed was that there were more sheep than people ... and I'm not kidding. Fields, fields, sheep, fields, calves, occasionally a house and then still fields. My first thought? SHIT I'M GOING TO DIE.
On my first day I needed to go shopping and found that the nearest supermarket was 40 miles from home. I quickly realised that to go buying clothes every weekend wasn't a possibility and I had been spoilt by convenience in Sydney. The first night, tired from the long travel, I went to sleep early and I saied goodnight to 11 cats, 3 dogs, 300 cows, thousands of sheep, 2 goats and my new family, the Herbert's.


The next morning I found out that  I would have to set the alarm for 8am.  Every day. #myworstnightmare.
With the passing of days, I put my mind at rest, helping myself with daily doses of caffeine to pass my desire to sleep. 
One of the first things the Herbert's taught me was how to drive. I'm very confident although Cindy, the mother, is still scared when I drive. She prefers to talk on the phone not to think about I am driving. However David, the father, says "Ya goin good!".  I can now drive tractors, tracks and work peddys.
After the first month I had the “honour”  to be introduced one of the pets of the Herbert's - Stan the bull. Unlike the other bulls, Stan is very friendly .. TOO FRIENDLY. His favorite pastime is licking my face, my clothes and my hair. I assure you that the feeling of a tongue full of saliva is not too pleasant!!
Time continued to pass quickly, and every day I was doing something wrong. Things like leaving open the gate, scaring away 100 cows or driving the tractor through closed gates. Most nights the family asked me (as a family joke) :  "What have you broken today? What have you done?" I was afraid they wanted to fire me!!
I was really enjoying the farm. I liked living with the family and especially having a chance to see kangaroos every day. Usually I saw them dead in the street...irrelevant detail. Every time I saw a kangaroo or a wallaby I would scream with joy. Martin ,the son, would laugh and ask me "What's wrong with you?"
Every Saturday afternoon we went to watch the local Rugby. During one of the games, a player has decided to kick the ball directly at my face. Terrified, I ran backwards and fell, head over toe, over a 3 metres panel of one of the sponsors. When I got up the entire stadium was laughing at me. Players, referee, linesman, spectators, EVERYONE. It was a miracle that the commentator didn't comment - he was too busy laughing. Are you surprised? Denis Arman making a fool of himself more than normal.
Before I knew it, the famous 88 days of work on the farm had passed and I can say that I made it! It wasn't the tragic experience I had expected. I  had the opportunity to learn new things, mature and to get to know some people who are special in my life now.
Now that I have gained another 12 months in Australia, I want to live them to the fullest. Traveling and being with my friends, without thinking about the day I will have to say goodbye to everyone and leave for a 32-hour flight to Italy will come.













 Denis Arman


5 commenti:

  1. spero di venire in Australia il prossimo anno, è un'esperienza che voglio vivere anche io;)baci!!!

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  2. Looks like you've had a ball

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  3. Hey denis! You're article is amazing. Was that wwoofing or a hourly paid job? Do you think you can give me the contact? Mille grazie!!

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    and land acquisition since minions are not eligible to make irresponsible remarks here.




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  5. Ahahahah bravo bell articolo e bella esperienza

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